Grazie alla spinta delle rinnovabili, continua ad aumentare il peso della generazione distribuita e dei piccoli impianti e sull’energia generata da questi impianti cresce la quota dell’autoconsumo, cioè dell’elettricità usata direttamente sul posto. È un rapporto che fotografa in maniera chiara la metamorfosi in atto da alcuni anni nel nostro sistema elettrico, quello sul monitoraggio degli impianti in generazione distribuita a fine 2013 pubblicato nei giorni scorsi dall’Autorità per l’Energia.

In Italia – vi si legge – si contavano 584.567 impianti di “piccola generazione”a fine 2013 , cioè sotto al MW, per 16.612 MW di potenza e una produzione lorda di 26,2 TWh: circa il 9% del dato nazionale, con un incremento di circa 5,9 TWh sul 2012. Si tratta di energia quasi completamente rinnovabile – per il 98,4% della produzione e il 99,8% degli impianti – con il fotovoltaico che fa la parte del leone, al 61,8% della produzione.

La crescita che si è avuta in questi anni per la piccola generazione e il contributo delle varie fonti è ben visibile nel grafico sotto:

Il trend è evidente anche se, anziché la “piccola generazione”, si va a considerare la“generazione distribuita” (GD). In questa categoria dal 2012 l’Autorità comprende tutti gli impianti (di qualsiasi taglia) allacciati alle reti di distribuzione, mentre fino a quell’anno collocava tutti quelli sotto ai 10 MVA.  Per vedere l’evoluzione dunque è meglio guardare al grafico che si rifà alla “vecchia definizione”, solo in parte sovrapponibile alla nuova (grafico sotto).

Nel 2013, in Italia, la produzione lorda di energia elettrica da generazione distribuita (intesa come tutti gli impianti allacciati alle reti di distribuzione) è stata pari a 63,4 TWh: circa il 21,9% dell’intera produzione nazionale. Rispetto al 2012 c’è stato un incremento di circa 6,3 TWh (+11,1%), dovuto principalmente a biomasse, biogas e bioliquidi (+3,4 TWh) e  fotovoltaico (+ 2,6 TWh). Si è registrato anche un aumento rilevante della produzione idroelettrica (+ 1,6 TWh), mentre è calata quella da fonti non rinnovabili (- 2,4 TWh).

Gli impianti in GD a fine 2013 erano 587.284 (+21,1% sul 2012) per una potenza efficiente lorda totale di 30.167 MW: circa il 25,1% della potenza efficiente lorda nazionale. In questo insieme le rinnovabili pesano per il 99,7% del numero di impianti, l’83,9% della potenza e il 75,4% della produzione. In particolare è da fonte solare il 32,1% dell’intera produzione da GD.

Sempre in riferimento alla GD, come anticipato, cresce l’autoconsumo: nel 2013 si sono autoconsumati circa 4,7 TWh in più che nel 2012, arrivando a 14,8 TWh. Se nel 2012 solo 17,7% dell’energia da GD era autoconsumata, nel 2013 la percentuale è passata al 23,3%, mentre il 73,5% dell’energia prodotta è stato immesso in rete (e il restante 3,2% è stato utilizzato per l’alimentazione dei servizi ausiliari). L’incremento dell’autoconsumo in termini assoluti è da imputare principalmente agli impianti termoelettrici alimentati da fonti non rinnovabili (+3,3 TWh rispetto all’anno 2012) e a quelli fotovoltaici (+1 TWh rispetto all’anno 2012).

Fonte: Qualenergia.it