Quanto si può risparmiare con un impianto di riscaldamento a biomassa in sostituzione di altri sistemi? Quale il meccanismo di incentivazione più conveniente? Gli esempi da prendere in considerazione sono tanti e ogni caso fa storia a sé: differenti zone climatiche, superficie da riscaldare, stato dell’involucro dell’edificio, impianto di riscaldamento e combustibile che si va a sostituire, costi della legna e del pellet, ecc.

Prendendo a riferimento gli attuali prezzi dei combustibili, si può stimare che unastufa o caldaia a pellet o a legna nel corso di un anno  consentirebbe di ridurre le spese per il riscaldamento in maniera significativa: dai 200 ai 1.300 € a secondo del tipo di combustibile sostituito e del fabbisogno di calore.

I benefici economici sono legati al costo inferiore dell’energia della biomassa (calcolata in chilowattora) rispetto ad altri combustibili. Anche abitazioni particolarmente energivore, sostituendo ad esempio un generatore di calore a gasolio o gpl con uno a biomassa, possono avere dei tempi di ritorno dell’investimento molto interessanti, anche di soli 5-7 anni (si tratta comunque di un valore indicativo da verificare nello specifico con un tecnico), a volte anche in assenza di incentivi (detrazioni fiscali, conto termico, certificati bianchi), dei quali comunque questi impianti godono.

Il prezzo del pellet (ma anche quello di gpl e gasolio) ha variazioni stagionali (più basso nel periodo da maggio a luglio, più caro verso agosto, si stabilizza durante l’inverno). Prima della stagione fredda una tonnellata può essere venduta a circa 320-360 euro: il consumatore pagherà dunque un sacco da 15 kg tra 4,8 e 5,5 euro (Iva inclusa).

I prezzi dei vari combustibili (espressi in €/kWh) sono soggetti a continue variazioni, ma al momento possono essere così riassunti in modo molto indicativo:

Come si può notare l’utilizzo del pellet riduce i costi unitari di energia (€/kWh) del 50% rispetto a impianti alimentati a gasolio e GPL. Con la legna i costi si riducono del 70% circa. Mentre minore è lo scarto con il metano.

Da qui la convenienza economica a “rottamare” la propria caldaia a Gpl o gasolio e rimpiazzarla con un sistema a biomasse. A tal proposito è interessante un progetto segnalato su Agriforenergy, la rivista trimestrale di Aiel: è il caso dell’installazione di una caldaia centralizzata legno-pellet per un B&B in provincia di Belluno che va asostituire due caldaie a Gpl per un’edificio di complessivi 250 mq.

L’impianto a Gpl presente prima dell’intervento era integrato ai fini del riscaldamento dell’abitazione da una stufa ad accumulo a legna. Per il riscaldamento dell’acqua sanitaria è presente un impianto solare termico. La nuova caldaia combinata legno-pellet (TC30 Extraflame) ha una potenza di 30 kW con funzionamento a legna e 25 kW a pellet. La caldaia e il solare termico vengono integrati con un accumulo inerziale di 1000 litri. Il costo totale dell’intervento, comprensivo della nuova canna fumaria, è stato pari a 15.600 €

I costi annuali per il riscaldamento a Gpl in media ammontavano a circa 1.500 €che insieme al costo della legna (8 bancali, 90 quintali circa, a 155 € l’uno, per un totale di circa 1.250 €), portavano il costo di esercizio totale, prima del progetto, a circa 2.750 €.

Con il nuovo sistema di riscaldamento a biomasse si è stimato che saranno necessari sempre 8 bancali di legna (1.250 €) e un bancale di pellet (circa 100 q., per una spesa di 270 €, prezzo tipico del periodo maggio-luglio). Il costo totale per i combustibili diventa quindi di 1.500-1.550 €/anno, con un risparmio di 1.200 all’anno. Sfruttando la detrazione fiscale al 50%, in 10 anni, l’investimento netto ammonterà a 7.800 €, quindi l’ammortamento semplice sarà di circa 6,5 anni. Un risultato economico sicuramente soddisfacente a cui si aggiunge anche un comfort decisamente superiore rispetto al precedente uso del Gpl.

(L’articolo è stato originariamente pubblicato il 17 giugno 2015)