La biomassa rappresenta una valida alternativa ad altri vettori energetici non solo da un punto di vista economico, ma anche ambientale e politico.

Gli impianti di combustione della legna creano un indotto finanziario importante sull’economia regionale, necessitando, per il loro esercizio e la loro manutenzione, di un minor numero di prodotti e servizi extra-regionali od esteri rispetto alle installazioni convenzionali. Il capitale investito in un impianto di riscaldamento a legna rimane, quindi, nella regione e di questo possono approfittare le aziende locali e regionali.

Dal punto di vista ambientale il più chiaro vantaggio che offre l’impiego delle biomasse consiste nella possibilità di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, attenuando conseguentemente l’emissione dei gas ad effetto serra. Malgrado i processi di trasformazione della biomassa implichino comunque una produzione di CO2, seppur in maniera ridotta, il ciclo di crescita delle piante, da cui la maggior parte della biomassa proviene, riesce a riassorbire gran parte della CO2 immessa in atmosfera. Senza contare che il recupero degli scarti consentirebbe una riduzione dei costi ambientali derivanti dall’eliminazione dei rifiuti tramite incenerimento.

I benefici che l’impiego delle bioenergie possono fornire riguardano non solo l’ambiente, ma anche il tessuto economico e sociale. Dal punto di vista socio-economico riscaldare con la legna è molto più che produrre calore. La bioenergia risulta economicamente conveniente ed efficiente sotto il profilo dei costi, in quanto consente ai consumatori di fare affidamento su di una produzione di energia elettrica e termica a basso costo, oltre che di ridurre i costi legati alla gestione dei rifiuti. Il surplus energetico, inoltre, potrebbe essere rivenduto alla rete, assicurando all’imprenditore agricolo un ricavo supplementare, diversificando e stabilizzando il reddito proveniente dalla sua attività principale. Per le comunità rurali questo si traduce in un’ulteriore possibilità di crescita e sviluppo economico, attraverso la creazione dei green jobs e nuove opportunità di business. Si conti che nel 2012 il settore bioenergetico ha generato nell’UE un fatturato totale di circa 33 miliardi di euro ed ha impiegato più di 374.000 persone. Nello specifico circa 28 miliardi e 282.095 posti di lavoro per la biomassa solida, circa 5 miliardi e 68.895 impiegati nel settore del biogas e 23.935 occupati nel riutilizzo dei rifiuti.

Inoltre l’energia è il motore dell’economia, che attualmente però, nel nostro Paese, è azionato unilateralmente, poiché l’approvvigionamento energetico dipende per più dell’80% direttamente dall’estero. Incrementare l’utilizzo del calore proveniente dalle nostre foreste contribuisce a limitare la dipendenza energetica dai paesi esteri e a diversificare il nostro sostentamento, il che si traduce in una maggiore indipendenza.

L’introduzione di nuove tecnologie energetiche rappresenterebbe, in aggiunta, un catalizzatore per l’introduzione di prodotti, buone pratiche e politiche locali a carattere innovativo e la sensibilizzazione dell’opinione pubblica. Una maggiore coscienza del valore della biomassa potrebbe, ad esempio, motivare i proprietari di piccole foreste a considerare di dare avvio ad una gestione attiva e sostenibile delle loro proprietà. Incentivando il forest managing, si favorirebbe anche una riduzione dei rischi di incendio, particolarmente nelle zone ad alto rischio.

Inoltre i rischi legati ad una crisi energetica o ad un aumento dei prezzi delle energie fossili sono sensibilmente ridotti. È possibile dedurre, quindi, come le biomasse siano una grande fonte di ricchezza sia ambientale che economica.

Oltre a ciò presenta una ricchezza anche dal punto di vista sociale, riassumibile nei seguenti nove punti:

  1. L’energia dalle biomasse è una filiera innovativa: poiché stimola innovazioni tecnologiche nei settori della meccanizzazione forestale e degli apparecchi termici ed ha a disposizione una vasta gamma di macchine e attrezzature molto efficienti per la raccolta, trasformazione e combustione della legna.
  2. L’energia dalle biomasse è una fonte di energia rinnovabile: la biomassa si rinnova continuamente ed in tempi brevi rispetto ad altre fonti, accumulando carbonio che viene sottratto all’atmosfera grazie all’energia solare;
  3. L’energia dalle biomasse è un’energia pulita al servizio dell’ambiente: la conversione energetica delle biomasse con gli apparecchi termici di nuova generazione consente di abbattere le emissioni dei gas serra e delle polveri, abbondantemente prodotte invece dai combustibili fossili e tra l’altro, come già detto, è una fonte energetica “CO2 – neutrale” in quanto la parte di anidride carbonica emessa dalla combustione è la stessa che era stata fissata dagli alberi con la fotosintesi, perciò ritorna in atmosfera senza alterare il ciclo del carbonio;
  4. L’energia dalle biomasse è un’energia economica: alla luce dei progressi tecnologici, la biomassa rappresenta una delle più convenienti fonti di energia che, rispetto ai combustibili convenzionali, consente di risparmiare sensibilmente e ammortizzare completamente l’investimento iniziale nell’arco di 4-6-10 anni, a seconda del tipo di impianto installato;
  5. L’energia dalle biomasse è un’energia disponibile e locale: a differenza del petrolio e del gas, in larghissima parte importati dai lontani paesi produttori, il legno è reperibile su larga scala locale ed utilizzabile direttamente in loco, con minimo impatto sul sistema dei trasporti;
  6. L’energia dalle biomasse giova alla manutenzione del territorio: una buona gestione forestale, ispirata ai principi della sostenibilità, può rendere invece oggi disponibile una rilevante quantità di legno-energia e allo stesso tempo produrre vantaggi ambientali, sociali ed economici, senza intaccare l’attuale patrimonio forestale, ma al contrario valorizzando le sue funzioni;
  7. L’energia dalle biomasse soddisfa tutte le esigenze: per scaldare la propria casa, un complesso di edifici od un paese;
  8. L’energia dalle biomasse proviene dai boschi, dai campi e dal verde urbano: in Italia, dove il 77% della superficie è montuosa e collinare, il bosco riveste certamente un ruolo di primo piano quale fonte di approvvigionamento di legno combustibile. Circa la metà della superficie forestale nazionale è coperta da boschi cedui (che producono legna da ardere). Ma il legno proviene anche dai campi, dalle siepi, dai boschetti, dai cedui a corta rotazione e dal verde urbano, tutti giacimenti che possono fornire quantità rilevanti di combustibili legnosi;
  9. L’energia dalle biomasse si fonda su una tecnologia efficiente, affidabile e sicura: i moderni impianti termici raggiungono un elevato rendimento energetico, spesso superiore all’80-85%, sono completamente automatizzati, raggiungono buoni livelli di autonomia e grande capacità di impiego, sono dotati di sistemi di controllo elettronico che consentono la programmazione delle temperature e dei tempi, garantendo all’utente un altissimo grado di sicurezza e affidabilità.

La produzione di biomassa nell’Unione Europea

Il documento di lavoro della Commissione Europea del 2014 “State of play on the sustainability of solid and gaseous biomass used for electricity, heating and cooling in the EU” riporta alcuni dati sulla produzione di biomassa nell’Unione Europea e sulle previsioni al 2020.

Da tale documento si evince, in primo luogo, che il consumo di biomassa ha subito, dal 2005 ad oggi, una forte crescita e le stime suggeriscono che tale trend possa continuare sino al 2020, seppur con una contrazione dello share totale del consumo di rinnovabili dal 54% al 45% (a causa di un maggiore impiego di altre fonti rinnovabili).

Entro il 2020, la biomassa si prevede possa fornire 90,4 Mtep (milioni di tonnellate equivalenti di petrolio) per il riscaldamento e 20 Mtep per la produzione di energia elettrica.

Nel 2012, la biomassa provvedeva a fornire 103,3 Mtep totali, di cui 95,7 prodotte nell’UE. Secondo le stime, nel 2020, il totale dovrebbe incrementarsi del 37%, raggiungendo le 132 Mtep.

Da notare che è prevista una variazione del settore preminente di provenienza della biomassa: le foreste alimenteranno il mercato per 73,6 Mtep nel 2020 rispetto alle 71 Mtep del 2012, passando dal 74,4% al 55,7% del totale di biomassa fornita.

 

FONTI:

LE POLITICHE EUROPEE IN MATERIA DI BIOENERGIE: OPPORTUNITÀ DI CRESCITA SOSTENIBILE NELLE AREE RURALI DI PUGLIA, Francesco Mirizzi

LA PRODUZIONE DI ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI IN AGRICOLTURA, LA BIOMASSA: Aspetti socio-economici nell’utilizzo delle biomasse, www.labuonaterra.it/pdf/socio_economici.

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